Kokedama
In questa collezione trovi kokedama già pronti: piante con le radici avvolte in una sfera di terra e muschio, senza vaso. Ci sono kokedama con bonsai Ficus Ginseng e bonsai di olivo, sansevieria e diverse aglaonema dalle foglie colorate.
Sono pensati per chi vuole una pianta da appoggiare su un piattino o da appendere, e sono un regalo originale per chi ama il verde e il design essenziale.
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- Oltre 500 varietà coltivate
- Terza generazione di vivaisti
Cos'è un kokedama
Il kokedama è una tecnica giapponese in cui le radici della pianta sono avvolte in una sfera di terriccio compatto, ricoperta di muschio e legata con uno spago. Il nome significa più o meno palla di muschio: la sfera sostituisce il vaso e diventa parte dell'estetica.
Il kokedama si appoggia su un piattino o una ciotola bassa, oppure si appende con lo spago. Per conoscerne origine e varianti leggi l'arte giapponese delle sfere di muschio; se vuoi appenderlo, trovi supporti tra i porta piante in macramè.
Quali piante scegliere per il kokedama
Scegli la pianta del kokedama in base alla luce del punto in cui lo metterai: sansevieria e aglaonema si adattano alla luce media di casa, il bonsai Ficus Ginseng vuole molta luce indiretta e il bonsai di olivo ha bisogno di sole e di stare all'aperto nella bella stagione.
- Per chi inizia: Sansevieria (Dracaena trifasciata) è la più tollerante e vuole acqua di rado.
- Foglie colorate: le Aglaonema hanno foglie screziate di rosa, rosso o argento e stanno bene lontano dal sole diretto.
- Bonsai in kokedama: il Ficus Ginseng (Ficus microcarpa) vive bene in casa, vicino a una finestra; l'Olivo (Olea europaea) va tenuto in un punto molto luminoso e portato all'aperto da primavera ad autunno. Altri formati sono tra i bonsai Ficus Ginseng.
Se preferisci crearlo tu, guarda il kit fai da te kokedama e la guida per creare un kokedama.
Come curare un kokedama
Un kokedama si annaffia per immersione: quando la sfera diventa leggera al tatto, immergila in acqua a temperatura ambiente per 10-15 minuti, poi lasciala sgocciolare prima di rimetterla sul piattino. Il peso è il segnale più affidabile.
- Frequenza: d'estate può servire una bagnatura a settimana o più, d'inverno molto meno; la sansevieria vuole la sfera quasi asciutta tra una bagnatura e l'altra.
- Umidità: nebulizza il muschio ogni tanto quando l'aria di casa è secca, soprattutto con i termosifoni accesi.
- Posizione: luce indiretta, lontano da fonti di calore e dal sole diretto dietro al vetro, che secca il muschio.
- Approfondimento: leggi come creare e curare le piante senza vaso.
Domande frequenti sui kokedama
Ogni quanto si bagna un kokedama?
Non a calendario: solleva la sfera e bagnala quando la senti leggera. In genere succede ogni 5-10 giorni d'estate e ogni 2-3 settimane d'inverno, ma dipende dalla pianta, dalla luce e dal riscaldamento di casa.
Il kokedama si può tenere all'esterno?
Dipende dalla pianta. Il kokedama con bonsai di olivo sta bene all'aperto in un punto luminoso da primavera ad autunno, mentre sansevieria, aglaonema e Ficus Ginseng sono piante da interno e vanno riparate dal freddo e dal sole diretto.
Si può fare un kokedama con le piante grasse?
Sì, con specie succulente che sopportano bene i periodi asciutti, come la sansevieria. In questo caso la sfera deve asciugarsi quasi del tutto tra una bagnatura e l'altra e il muschio va nebulizzato poco, perché l'umidità costante può far marcire le radici.
Cosa fare se il muschio del kokedama ingiallisce?
Il muschio ingiallisce con aria troppo secca o sole diretto. Spostalo in un punto più riparato e nebulizzalo ogni tanto. Il colore del muschio non indica la salute della pianta: controlla soprattutto le foglie e il peso della sfera.
Quando bisogna rifare la sfera del kokedama?
Quando le radici escono abbondanti dalla sfera o la pianta smette di crescere, di solito dopo uno o due anni. Puoi rifare la sfera più grande con nuovo terriccio e muschio, oppure trasferire la pianta in un vaso tradizionale.